Stefania Nicolo

la scultrice
delle favole

Stefania Nicolo è nata a Biella nel 1989. Fin da bambina ama l’arte del disegno, sua grande passione, che la porterà a frequentare il liceo artistico e successivamente ad iscriversi all’accademia di Brera, presso la quale ha conseguito la laurea in pittura. Nel laboratorio del padre si avvicina ed approfondisce l’arte della scultura lignea, che poco alla volta, da semplice passatempo, diventa una professione a tutti gli effetti. Dal 2013 infatti la vediamo partecipare a numerosi simposi e concorsi di rilievo, che le permetteranno di affinare la tecnica e di imporsi con un suo stile identificativo, in cui pittura e scultura si fondono e confondono in rappresentazioni tridimensionali di grande impatto visivo ed emozionale.

Pittura e scultura si fondono e confondono in rappresentazioni tridimensionali di grande impatto visivo ed emozionale

Stefania ci conduce in mondi meravigliosi e idilliaci, in cui il sublime della natura si rivolge direttamente all'anima di chi queste opere le fruisce non solo attraverso la vista ma anche col cuore.

Durante la diciottesima edizione del Simposio Internazionale Luci ed ombre del legno, tenutosi a Castello Tesino nell'estate 2019, Stefania ha stupito giuria e pubblico, portando un’opera in cui il suo stile evocativo e pittoresco le ha fatto guadagnare il terzo posto. Con La leggenda dei Monti pallidi, opera oggetto di grande consenso e vincitrice del premio decretato dal pubblico, Stefania ha voluto ispirarsi all'omonima leggenda trentina, che narra dell'impossibilità di due giovani di potersi amare, in quanto appartenenti a mondi lontani e diversi. La giovane amante siede sopra una mezza luna e sognante volge lo sguardo verso i monti pallidi, altro nome con il quale sono conosciute le Dolomiti. Quest'opera, come altre realizzate precedentemente, per citarne alcune La leggenda di Misurina e Alice nel paese delle meraviglie, ci conduce in mondi meravigliosi e idilliaci, in cui il sublime della natura si rivolge direttamente all'anima di chi queste opere le fruisce non solo attraverso la vista ma anche col cuore.
Sperimenta composizioni in cui l’elemento fantasioso e magico tende a nobilitarsi e a catturare l’attenzione e l’ammirazione del pubblico, che si sente trasportare in un mondo fantastico e colorato. Viene, pertanto, chiamata “la scultrice delle favole”, le sue opere parlano e si fanno portavoce di ricordi e sogni d’infanzia, capaci di emozionare però anche un pubblico adulto. Le sue tinte pastello, stese con delicatezza e senza coprire le venature naturali del legno, creano giochi chiaroscurali di luci ed ombre, caricando l’opera di grande forza e vitalità.

Le sue opere parlano e si fanno portavoce di ricordi e sogni d’infanzia, capaci di emozionare però anche un pubblico adulto

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